Proteste in tutto il Brasile chiedono l'impeachment di Gilmar Mendes

18/11/2019

In questa Domenica il Gigante si è svegliato un`altra volta (come chiamano i brasiliani le manifestazioni con milioni di persone per le strade), in diverse città del Brasile moltissime le persone scese per le vie del paese a favore dell'apertura di una procedura di impeachment contro il ministro della Corte Suprema Gilmar Mendes. Tra i gruppi e i movimenti che coordinano gli atti ci sono: il movimento conservatore; quello chiamato Amore per il Brasile; NAS RUAS; Il movimento Avanza Brasile; il Movimento conservatore del Brasile; Diretta San Paolo; Movimento Monarchico Brasiliano e San Paolo Conservatrice. Su Twitter, l'hashtag #BrasilContraGilmarMendes è stato durante la settimana il più cliccato. 

A San Paolo, i gruppi si sono incontrati in Avenida Paulista. Vestiti con magliette verdi gialle e con in mano le bandiere brasiliane, i manifestanti hanno gonfiato un bambola di plastica gigante, con la faccia del ministro e hanno urlato slogan contro il magistrato, come "fuori, Gilmar!" Non ci sono ancora i numeri ufficiali di manifestanti presenti, ma si parla di milioni in tutto il paese. In un'intervista con GloboNews giovedì scorso, Gilmar ha minimizzato la mobilitazione e ha affermato che gli atti sono guidati da robot. "Questo è un mondo di notizie false. Questa ondata è stata causata da 1.700 profili, quindi sono i robot a farlo".

Per la strada le persone (milioni in tutto il Brasile) hanno dimostrato il contrario, se ci sono robot sono di carne ed ossa.

La situazione tra i giudici del Supremo come Mendes e Toffoli (attuale Presidente del tribunale, accusati di liberare centinaia di migliaia di banditi pur di liberare Lula) e la popolazione è allo stremo e una esplosione potrebbe succedere in breve. Il Governo stà con i manifestanti, come anche il Ministro della Giustizia Moro sta' con loro e la maggior parte delle forze politiche moderate o di destra 

Toffoli, Lula e Mendes
Toffoli, Lula e Mendes

"Questo tribunale ha passato tutti i limiti, vergogna e rabbia, vogliamo Toffoli e Gilmar fuori, o prenderemo serie misure" 

gridavano vari manifestanti che hanno anche ripetuto i canti contro l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva (condannato in due processi e accusato in altri sei, ma libero grazie a questi giudici) e il PT. "Ladro di Lula, il tuo posto è in prigione" e "la nostra bandiera non sarà mai rossa" erano alcune delle parole d'ordine. E chiaro non sono mancati slogan di sostegno a Bolsonaro e messaggi contro la "minaccia del comunismo".

Ridendo di chi Signor Giudice?
Ridendo di chi Signor Giudice?

I giudici sono accusati di aver liberato Lula e tutti gli accusati di corruzione, ma hanno anche, proibindo le prigioni in cassazione (un fatto inedito nel pianeta terra tra i paesi democratici), e liberato assassini e banditi di tutte le specie che aspettavano in carcere gli ultimi ricorsi.

In questa America del Sud piena di rivolte, ci manca solo questa dei giudici, ma la popolazione non ne può più e se continuerà il braccio di ferro con la popolazione, possiamo aspettarci di tutto.

Il Presidente Bolsonaro dal canto suo cerca un`uscita pacifica e legale, ma militari e popolazione, pur appoggiando il Presidente (che sta' facendo un Fantastico Governo), sono realmente al limite massimo.

Djávlon