"Non c'è colpo di stato in Bolivia", afferma il ministro degli esteri brasiliano Ernesto Araújo

12/11/2019


Il ministro degli esteri brasiliano Ernesto Araújo ha dichiarato domenica (10/11), nel suo profilo Twitter, che "non c'è colpo di stato in Bolivia". Secondo il capo dell`Itamaraty (Ministero degli Esteri),

Ministro Ernesto Araujo
Ministro Ernesto Araujo

"il tentativo di massicce frodi elettorali ha delegittimato Evo Morales, che ha avuto l'atteggiamento giusto di dimettersi prima delle proteste popolari". Afferma inoltre che il Brasile sosterrà la "transizione democratica e costituzionale". "Non c'è colpo di stato in Bolivia. Il tentativo di massiccia frode elettorale ha delegittimato Evo Morales, che aveva l'atteggiamento giusto di dimettersi di fronte alle proteste popolari. Il Brasile sosterrà la transizione democratica e costituzionale. La narrativa del colpo di stato serve solo a incitare alla violenza",

 Ha twittato.

Della stessa opinione è il Presidente di Ordem e Progresso Andrea Ruggeri, che oggi a margine di una riunione con Leader italiani in Brasile ha affermato:

Presidente Ordem e Progresso Andrea Ruggeri
Presidente Ordem e Progresso Andrea Ruggeri

"la fraude elettorale, nei giornali progressisti, sembra non interessare, ma è stata la miccia che ha acceso la dinamite..., bene ha fatto Morales a rinunciare, la crisi politica avrebbe fatto molti più danni e sangue nelle strade Boliviane e il mancato appoggio a Evo Morales da parte della polizia e dei militari ha accelerato la sua rinuncia e del suo vice Álvaro García Liner. Colpo di stato e violenze personali, sono solo chiacchiere, se volevano eliminarlo fisicamente potevano farlo, ma hanno preferito così per evitare violenze e morti "

Come giornalista sono scioccata dalle dichiarazioni, specialmente di presidenti di paesi dove comanda la sinistra sudamericana e centroamericana del fatto che le aggressioni al Cile e al suo presidente, con saccheggi, morti e metrò distrutto (per pochi centesimi di aumento del biglietto), siano sacrosante e giuste, con critiche furibonde al presidente Sebastian Piñera e la richiesta di rinuncia e invece quelle in Bolivia per aver truffato le elezioni e imposto agli agricoltori il coltivo di marijuana siano "golpe".

Cris Vicente