Lettera devastante per Lula dal Brasile

05/07/2019

L'ex presidente Luiz Ignacio LULA da Silva è stato condannato per il caso del triplex (appartamento a tre piani in spiaggia) a Guarujá (SP) a 12 anni e un mese di prigione, motivo per cui è in carcere nella sede della Polizia Federale (PF) in Curitiba da un anno e tre mesi. Ad aprile, la Corte Superiore di Giustizia ha ridotto la condanna di Lula a otto anni e dieci mesi. Inoltre, Lula risponde all'accusa di aver beneficiato di riforme in una fattoria in Atibaia (anche questa relazionata al pagamento di soldi sporchi di corruzione attiva). Anche per questo caso, è già stato condannato in primo grado a 12 anni e 11 mesi di carcere. Secondo la causa, le riforme sul sito sono state fatte da Odebrecht e OAS (costruttrice e rivenditori degli immobili), con denaro proveniente da tangenti derivanti da contratti di Petrobras (maggior impresa del paese del ramo Petrolifero).

Detenuto in Curitiba Lula aspetta altra sentenza
Detenuto in Curitiba Lula aspetta altra sentenza

L'ex dirigente dell'OAS Léo Pinheiro ha ribadito le accuse formulate contro l'ex presidente Luiz Inácio da Silva e ha affermato di non essere stato costretto a modificare le sue dichiarazioni per ottenere un accordo con i Giudici. La lettera di Léo Pinheiro è devastante per Lula perché ha elencato le prove che hanno corroborato i suoi rapporti e confermato il pagamento di tangenti sul triplex e sulla fattoria, in base al quale il capo dell'ORCRIM (Organizzazione Criminale) sarà condannato la settimana prossima. 

Léo Pinheiro
Léo Pinheiro

Leggi la lettera completa:

Sono stato in prigione per 3 anni e 7 mesi, per aver commesso reati di cui ero responsabile. È ora di parlare un po delle notizie su di me. L'articolo pubblicato nel giornale Folha de S. Paulo, con il titolo "lava Jato (nome dato all'operazione e al processo che ha messo Lula e molti altri politici, principalmente del suo partito in carcere), l'imprenditore del ramo di costruzioni che ha accusato Lula, chiarisce il tentativo di discredito di alcuni politici sul processo. Domenica scorsa, 30 Giugno 2019, a sua richiesta invia una lettera di chiarimento, il tutto supportato da prove e fatti. La mia scelta per la collaborazione premiata è arrivata a metà 2016, quando ero in libertà, non ancora in carcere per l'operazione "Lava Jato". Quindi, non ho optato per la collaborazione premiata sotto pressione, ma piuttosto come forma di ripulirmi da errori che ho fatto durante tutta la mia vita. Dichiaro inoltre categoricamente che non ho mai cambiato o creato una nuova versione e non sono mai stato minacciato o pressionato dalla polizia federale o dal pubblico ministero federale. La prima volta che sono stato ascoltato da un'autorità sul cosiddetto caso "Triplex" (appartamento di tre piani, che fu dato a Lula come pagamento di corruzione) è stato il 20 aprile 2017, davanti al giudice federale Sergio Moro, durante il mio interrogatorio sull'azione penale relativa all'argomento.

Originale inviato al giornale Folha de São Paulo
Originale inviato al giornale Folha de São Paulo

All'occasione, ho chiarito che l'appartamento non era mai stato messo in vendita perché l'ex presidente Lula era il suo vero proprietario e le riforme effettuate sono state eseguite seguendo le sue linee guida e dei suoi parenti. L'ex presidente e la sua famiglia andarono al triplo apartamento e richiesero riforme, come la costruzione di una stanza, i cambiamenti nell'area della piscina, ecc. Tutto con la testimonianza di funzionari della compagnia, che hanno accompagnato la visita e hanno assistito personalmente. 

Ho inoltre affermato che gli importi spesi dall'OAS (impresa di Costruzione) sono stati adeguatamente contabilizzati e attualizzati dalla società denaro sporco solo sul capitolo della Petrobras (maggior impresa del Brasile di petrolio e idrocarburi), al Partito dei Lavoratori (PT partito di Sinistra di Lula e della maggior parte degli accusati e condannati), il tutto con il consenso del suo maggiore leader (Lula). Il conto corrente del PT ha accumulato circa Euro 20 milioni di soldi sporchi (corruzione) solo dati da noi, quindi c'è stato un incontro obbligatorio con il signor João Vaccari (braccio destro di Lula a San Paolo). Il mio interrogatorio è stato confermato da prove inconfutabili che i giudici brasiliani, in tre casi, hanno inteso come prove consistenti e sufficienti a condannare tutti i soggetti coinvolti.

CONTINUA A LEGGERE IN PORTOGHESE SUL GIORNALE  BRASILIANO ANTAGONISTA E DOMANI AVRAI LA SECONDA PARTE TRADOTTA IN ITALIANO PERCHÈ NON CI SIANO PIÙ DUBBI SULLA COLPA CHE HA PORTATO LULA ALLA PRIGIONE IN PRIMO E SECONDO GRADO POI AMPLIATA DA UN`ALTRA CONDANNA SEMPRE IN PRIMO GRADO e da altri sette processi in corso e oltre 30 accuse tra le quali anche il concorso in omicidio.