La Verità sui Polmoni del Mondo

25/08/2019

Amazzonia polmone del mondo, è vero o è un'altra fake ambientalista??

La Yale University, che ha utilizzato oltre 400mila rilevazioni per realizzare una mappa della densità degli alberi sul nostro pianeta 3.040.000.000.000, ovvero 3.040 bilioni, circa 420 per ogni essere umano che abita il pianeta. È questo il numero di alberi presenti oggi sulla Terra, almeno stando alle più recenti stime della densità e distribuzione delle foreste del globo, ma non solo foreste. In ogni caso le Foreste sono tra i responsabili dell`ossigeno che mantiene vivo il pianeta e in questi giorni si è parlato dell'Amazzonia come polmone del mondo, quanta verità in tutte queste chiacchiere? 

Per ottenere una stima affidabile, i ricercatori di Yale hanno dovuto utilizzare i dati sulla densità degli alberi raccolte negli anni in oltre 400mila aree boschive del pianeta, incrociando questi dati per ottenere una mappa globale della densità degli alberi in tutti gli ecosistemi della Terra. Il risultato, spiegano i ricercatori, rappresenterà ora una misura di riferimento, utile per realizzare ricerche in una grande varietà di campi, dallo studio della biodiversità animale e vegetale, fino al perfezionamento dei modelli climatici disponibili.

Foresta Pluviale del Congo
Foresta Pluviale del Congo

Intanto bisogna dire che la maggior quantità degli alberi è sparsa tra 11 grandi foreste e oltre 400mila aree boschive. Quindi l`ossigeno prodotto dalle foreste come Amazzonia (Brasile, Colombia, Perù, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Guyana, Suriname e Guyana francese), Foresta Pluviale del Congo (Congo Francese, la Repubblica Democratica del Congo, la Repubblica Centraficana, il Gabon, il Cameron, la Guinea Equatoriale), Taiga o Foresta Boreale (zone sub-artiche dell'Europa, dell'Asia e dell'America Settentrionale), Mata Atlantica (Brasile), Foresta nebbiosa di Mindo-Nambillo (Equador), Parco Nazionale di Kinabalu (Malese), Foresta pluviale di Daintree (Australia), Foresta di Sundarbans (Bangladesh), Foresta pluviale tropicale di Xishuangbanna (Cina), Foresta pluviale temperata Tongass (Alasca - USA), Foresta pluviale temperata di Valdivia (Cile e Argentina), risponde per il 24% di tutta area boschiva, quindi neanche unite, queste 11 foreste, rappresentano il polmone del mondo. In realtà in percentuale è prodotto più ossigeno da piccoli boschi (che lo spargono intorno) che dalle Foreste che lo riassorbono per la propria vita.

Quindi l'Amazzonia non è il polmone del mondo

Amazzonia
Amazzonia

Polmone Blu 

Comunque il grande polmone del mondo è il mare e gli oceani, specialmente nelle acque superficiali, raggiunte dalla luce del Sole, dove vivono migliaia di specie di microrganismi che producono il 50% dell'ossigeno del pianeta grazie alla fotosintesi clorofilliana.

Tara
Tara

Tra il 2009 e il 2013 la goletta Tara ha raccolto i campioni di 35mila specie. Per mostrare che in acqua si trova il primo polmone della Terra.

La goletta Tara, navigando a vela per 140mila chilometri in ogni angolo degli oceani, tra il 2009 e il 2013 ha raccolto i campioni di 35mila specie di microrganismi marini che formano il plancton. Il più piccolo di 0,02 micrometri (millesimi di millimetro), il più grande di due millimetri.
Questo caleidoscopio di vita, che è anche alla base di tutta la catena alimentare del mare, è mosso da 40 milioni di geni, praticamente tutti sconosciuti prima del passaggio di Tara. Grazie a tecnologie avanzate per il sequenziamento del genoma, le 35mila specie di plancton analizzate hanno fornito ai ricercatori una sorta di "Dna del mare". L'uomo, per fare un paragone, di geni ne ha solo 20mila. Ma all'interno dell'organismo di ciascuno di noi ospitiamo così tanti batteri da mettere insieme 10 milioni di geni, per il 73% uguali a quelli del plancton raccolto dalla spedizione. Una porzione del mare, dunque, sembra vivere anche al nostro interno.
Alla scoperta dei segreti del mare Tara ha dedicato dieci anni di lavoro, con 500 scienziati di 40 nazioni, diversi grandi finanziatori privati e una base a Lorient, in Francia. La goletta si è fermata in 210 punti del mare, dal nord dell'Alaska (rimanendo bloccata per 10 giorni tra i ghiacci) all'Antartide, e in ciascuno di essi ha raccolto campioni di acqua e di vita microscopica. Nei porti ha ospitato scolaresche e cittadini curiosi. A New York ha accolto a bordo anche il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon per sensibilizzarlo sull'importanza della salute del mare. "Non solo gli oceani ci forniscono metà dell'ossigeno che respiriamo. Assorbono anche il 90% del calore causato dai gas serra e un quarto dell'anidride carbonica prodotta dai combustibili fossili" ha spiegato Marcia McNutt, direttrice della rivista Science che ha pubblicato in ben cinque articoli i primi risultati della missione di Tara. "Le minuscole creature del mare sono più numerose delle stelle dell'universo e rappresentano le fondamenta di tutte le catene alimentari del mare. Producono e consumano metà del materiale organico generato sulla Terra" hanno scritto in un commento sempre per Science i biologi americani Virginia Armbrust e Stephen Palumbi.

Potremmo risolvere così 50% dell`ossigeno della terra viene dal polmone blu e 50% da quello verde, nel verde 26% dalle piccole medie foreste e 24% dalle 11 maggiori foreste, quindi l'Amazzonia non è sicuramente il polmone del mondo.

Tutto questo significa che dobbiamo preservarla lo stesso, ma senza dire bugie.

E queste bugie da dove sono uscite?? ONGs? varie, Ambientalisti più o meno preparati? molte, ma principalmente da governi interessati al sottosuolo dell`Amazzonia ricco di grandi ricchezze, che elencheremo nei grafici a seguire.