Chiara Giannini: "Il mio libro su Salvini censurato è la morte della libertà d'espressione"

22/05/2019

L'autrice del libro-intervista al leader della Lega: "Altaforte non è CasaPound. Ricevo molti inviti, lo presenterò anche a Londra"

E intanto è il libro del momento, come diciamo noi in Brasile che più battono e più siamo a difendere Salvini, come in Brasile Bolsonaro ecc.. ecc..

Intanto Luciana Matarese di UffPost ci racconta la sua intervista a Chiara Giannini.

Chiara Giannini si aspettava tutto questo clamore attorno al suo libro? 
"No, non me lo aspettavo. Il mio è un libro intervista fatto da una giornalista, non credevo si arrivasse a censurarlo, non pensano si arrivasse a tanto".
Anche il ministro Salvini ha parlato di censura. Ma la casa editrice, AltaForte, è vicina ai neofascisti di CasaPound.
"Il Salone del libro mi impedisce di presentare il mio libro, questo è il punto. Non esista una sentenza di condanna per AltaForte".
Chiara Giannini ha il piglio battagliero di chi sa prendersi la scena. Seduta in una poltroncina nella hall dell'albergo in cui sta per svolgersi la conferenza stampa per presentare il suo "Io sono Matteo Salvini - Intervista allo specchio". Una sorta di contro Salone organizzata dalla casa editrice AltaForte anche per protestare contro l'esclusione dalla trentaduesima edizione della kermesse torinese. Occhiali da sole sulla testa, giacca a righini e jeans, Giannini si sottopone volentieri al fuoco di fila dei flash e dei microfoni. Qualcuno la accosta a Oriana Fallaci, lei si schermisce. "Me lo dicono tutti anche perché sono Toscana ma non oso accostarmi a un mostro sacro come la Fallaci". Alle sue spalle, l'avvocato Elisabetta Aldrovandi. "Abbiamo già presentato diffida formale contro il Salone del libro - interviene Aldrovandi - per il danno da perdita di chance subìto in seguito all'esclusione della casa editrice dalla manifestazione, addirittura a 24 ore dall'apertura. Regione e Comune non c'entrano, il contratto stipulato era con Salone del libro Srl.

"Elisabetta è un avvocato molto competente", annuisce Giannini. Presidente dell'Osservatorio nazionale Sostegno vittime, Aldrovandi, da marzo scorso garante della Regione Lombardia a tutela delle vittime di reato, una manifesta simpatia per Matteo Salvini. Come Giannini, che a proposito del vicepremier ripeterà "è una persona molto corretta, che parla col cuore, un vero padre di famiglia, un uomo che ama l'Italia. Di persone così ce ne sono poche in questo Paese".


L'autrice del libro finito al centro del dibattito che ha preceduto il Salone respinge sorridendo l'eventualità, paventata da un giornalista, di una sua discesa in politica - "Non ci penso proprio" - e rivendica, una due tre volte, il fatto di non essere fascista. "Non sono fascista, non sono iscritta ad alcun partito - dice - ho fatto l'inviata di guerra per quasi dodici anni e ho scritto anche per testate di centrosinistra come "Il Tirreno", "Il Corriere di Livorno".


Ora lavora per "Il Giornale", ma "un giornalista deve essere imparziale. A tal proposito - aggiunge -mi meraviglio che l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa non abbiano preso una posizione contro questa censura". Poi: "Tutti coloro che accosteranno il mio libro al fascismo saranno diffidati, la mia professionalità non deve essere offuscata dal trattamento riservato ad AltaForte".
Lei parla di censura Giannini, ma Francesco Polacchi, editore di AltaForte, si è detto "fascista".
"Polacchi è un soggetto singolo, risponderà lui delle sue parole e delle sue azioni".
È l'editore della casa che ha pubblicato il suo libro. In lei quelle dichiarazioni e la vicinanza di AltaForte a CasaPound non provocano alcun imbarazzo?
"No. Polacchi ha dichiarato che quelle sue dichiarazioni sono state strumentalizzate e anche cambiate. Ma il punto non è questo".
E qual è?
"AltaForte non è CasaPound e CasaPound non è illegale. Ripeto, le dichiarazioni di Polacchi sono affari suoi e io non sono fascista. Sono una giornalista che ha pubblicato un libro. Anzi due, sempre con AltaForte e mi sono trovata benissimo. A questo proposito vorrei fare una domanda".
Dica.
"AltaForte ha pubblicato anche "Come la sabbia di Herat", la storia dei 54 militari italiani caduti in Afghanistan, frutto del mio lavoro da inviata di guerra. Perché nessuno ha protestato per quel volume e per gli otto libri che questa casa editrice ha pubblicato fino ad oggi?".
Perché secondo lei?
"Perché è un attacco strumentale a Salvini".

Che è quello che ha sostenuto anche Polacchi. Perché attaccare Salvini?
"Perché con lui la Lega è arrivata a percentuali bulgare"

Salvini l'ha incontrato dopo le polemiche di questi giorni? 
"L'ho visto qualche giorno fa in un comizio in Toscana".

Che le ha detto il ministro?
"Ci siamo salutati come sempre. Lo conosco da anni".
Come l'ha conosciuto?
"Avevo pubblicato un post su Facebook nel quale mi lamentavo della mia precarietà lavorativa e delle censure attuate all'epoca da alcuni soggetti del Governo Renzi".
A chi si riferisce?
"Ne sentirete parlare. Comunque a breve provvederò a portare il libro a Salvini".
Non l'ha ancora visto il libro, Salvini?
"Ha visto la copertina. È uscito il 9 maggio, le polemiche sono iniziate prima, senza che fosse manco letto". 
Intanto è primo nella classifica di Amazon. Queste polemiche e il dibattito che ne è scaturito le hanno fruttato molta pubblicità, è indubitabile.
"Siamo alla ristampa, ma non c'è stato sfruttamento di polemiche che ritengo vergognose e che, ripeto, sono esplose prima che il libro fosse pubblicato, senza che alcuno lo avesse letto. Da alcune parti, penso a una presentazione in via di organizzazione a Spezia, mi arrivano notizie di possibili critiche e polemiche. Comunque sto avendo anche riscontri positivi". 
Cioè? 
"Sto ricevendo un sacco di inviti e di certo c'è che andrò a Londra a presentarlo. Mi hanno contattato molte comunità di italiani all'estero, non si rendono conto di come possa essere accaduto tutto questo, di come possa essere stato censurato un libro".
Dal Salone AltaForte è stato escluso, ma nessuno vieta la vendita del libro.
"Non potendolo portare con la casa editrice, posso andare al Salone solo da spettatrice. È la morte della libertà di espressione, manca solo il ritorno ai roghi dei libri".
E pure questo ha detto Salvini. Com'è stato intervistare il vicepremier?
"Ripeto, lo conosco da anni, è sempre disponibile e corretto. E parla col cuore". 
Da più parti si stigmatizza un certa vicinanza di Salvini ad ambienti della destra estrema.
"Sono accuse strumentali. Salvini è un uomo che ama davvero il suo Paese, una persona seria. Ma poi, scusi, non capisco una cosa".
Cosa?
"Matteo Renzi e Roberto Saviano hanno pubblicato per Mondadori, casa editrice della famiglia Berlusconi. Perché io non posso pubblicare per AltaForte?". 


Dal Salone AltaForte è stato escluso, ma nessuno vieta la vendita del libro.
"Non potendolo portare con la casa editrice, posso andare al Salone solo da spettatrice. È la morte della libertà di espressione, manca solo il ritorno ai roghi dei libri".
E pure questo ha detto Salvini. Com'è stato intervistare il vicepremier?
"Ripeto, lo conosco da anni, è sempre disponibile e corretto. E parla col cuore". 
Da più parti si stigmatizza un certa vicinanza di Salvini ad ambienti della destra estrema.
"Sono accuse strumentali. Salvini è un uomo che ama davvero il suo Paese, una persona seria. Ma poi, scusi, non capisco una cosa".
Cosa?
"Matteo Renzi e Roberto Saviano hanno pubblicato per Mondadori, casa editrice della famiglia Berlusconi. Perché io non posso pubblicare per AltaForte?". 

Grazie Luciana


Per noi del Sito Italia sono interessanti analogie, in Brasile la censura del STF sulla Rivista Crosuè non allineata a sinistra, sequestrata per aver parlato dei giudici e in Itália la censura sul libro intervista di Matteo Salvini, come a dire < la verità la decidiamo noi, voi al massimo prendetevi le briciole di questa verità>, e intanto gli assassini partigiani continuano liberi di aggredire tutti e la verità continua a non essere raccontata, continuiamo a idolatrare assassini come Che Guevara e aggredire gli idoli del popolo, stanco di pagare le spese morali, economiche e in vite della sinistra .

Djávlon