— Filippo La Rosa —

Filippo La Rosa, 51 anni, sposato, due figlie.

Laureato in Giurisprudenza presso l'Università La Sapienza di Roma, parla inglese, spagnolo, portoghese e francese.

Dopo un periodo di tre anni nella consulenza per l'internazionalizzazione delle p.m.i., entra in carriera diplomatica nel dicembre del 1997, occupandosi inizialmente della realizzazione di progetti linguistico-culturali a sostegno degli italiani all'estero, anche con finanziamento del Fondo Sociale Europeo.

Nel marzo del 1999 entra a far parte del team dell'Unità di Coordinamento della Segreteria Generale del Ministero degli Esteri, in concomitanza con l'inizio della guerra in Kosovo.

Assegnato all'Ambasciata a Brasilia a partire dall'ottobre del 2000, è incaricato di curare i rapporti economici commerciali bilaterali, con il compito di seguire in particolare gli investimenti delle aziende italiane, in una fase storica di notevole espansione della nostra presenza industriale in Brasile.

Dalla fine del 2004 è in Ambasciata a Madrid dove i suoi due principali incarichi sono seguire la politica interna spagnola - in concomitanza con le prime fasi della presidenza Zapatero - e curare i rapporti con i mezzi di informazione locali.

Rientrato a Roma nel dicembre 2008 al Ministero degli Esteri, è assegnato al Servizio per la Stampa e la Comunicazione Istituzionale del Ministero, dove si occupa dei rapporti con la stampa italiana e quella estera su tematiche euro-atlantiche e asiatiche, tra cui Unione Europea, Nato, Afghanistan e Cina.

Dall'agosto 2011 al giugno 2013 ricopre il ruolo di Consigliere Diplomatico del Sindaco di Roma Capitale e Direttore della IV Direzione Relazioni Internazionali della città, curando programmi di attrazione degli investimenti e di promozione culturale della città nel mondo, in particolare negli Stati Uniti e con la Cina.

Dall'ottobre 2013 è Vice Capo Missione all'Ambasciata a Brasilia, dove - oltre ad essere responsabile delle risorse umane - svolge compiti di coordinamento delle attività della sede e della rete diplomatico-consolare, principalmente nelle aree economico-commerciale e culturale in concomitanza dei Mondiali di calcio e delle Olimpiadi, grandi eventi per i quali ha coordinato anche le attività di sicurezza.

Dal 1° Agosto 2018 è Console Generale di Prima Classe a San Paolo.

Filippo La Rosa, 51 anos, casado, duas filhas.

Formado em Direito pela Universidade de Roma "La Sapienza", fala inglês, espanhol, português, francês e claro italiano.

Após um período de três anos como consultor para a internacionalização das pequenas e médias empresas, entra na carreira diplomática em 1997, ocupando-se inicialmente de projetos lingüísticos e culturais em apoio aos italianos no exterior, inclusive, com base no Fundo Social Europeu.

Em março de 1999 entra na Unidade de Coordenação da Secretaria Geral do Ministério das Relações Exteriores italiano, ao mesmo tempo em que se iniciava a guerra em Kosovo.

Ao assumir serviço junto à Embaixada da Itália em Brasília, em outubro de 2000, é nomeado responsável pelas relações econômicas e comerciais bilaterais, com a especial tarefa de cuidar dos investimentos das empresas italianas, numa fase histórica de forte expansão da presença industrial italiana no Brasil.

No final de 2004 transfere-se para a Embaixada da Itália em Madri, onde seus dois principais cargos foram o de seguir a política interna da Espanha - na fase inicial da Presidência de Zapatero - e o de cuidar das relações com a imprensa local.

De volta ao Ministério das Relações Exteriores em Roma, em dezembro de 2008, é designado para o Serviço Imprensa e Comunicação Institucional do Ministério, onde se ocupa das relações com a imprensa italiana e estrangeira sobre os temas Euro-Atlânticos e Asiáticos, entre os quais a União Européia, a OTAN, o Afeganistão e a China.

De agosto de 2011 até junho de 2013 é Conselheiro diplomático do Prefeito de Roma e Diretor da Divisão para as Relações Internacionais da Capital, ocupando-se dos programas de atração dos investimentos e de promoção cultural da cidade no mundo, em especial nos Estados Unidos e China.

A partir de outubro de 2013 é Vice-Chefe de Missão junto à Embaixada da Itália em Brasília, onde, além de responsável dos recursos humanos, assume a coordenação das atividades da Sede e da rede diplomático-consular no Brasil, especialmente nas áreas econômico-comercial e cultural, em coincidência com a Copa do Mundo de futebol de 2014 e os Jogos Olímpicos do Rio de Janeiro, grandes eventos para os quais também coordena as atividades de segurança.

Desde 1º de agosto de 2018 é Cônsul-Geral em São Paulo. Fonte site Consulado.

Quando Filippo La Rosa arrivò a San Paolo circa 3 mesi fa per ricoprire la carica di Console Generale d'Italia, sospettavamo che sarebbe stato un diplomatico all'altezza del compito. Subito a visitare la Comunità, entità italiane, ONG, Vice Consolati, personaggi politici, come il Sindaco di San Paolo ecc.. infatti, oltre alla sua esperienza come responsabile delle relazioni economiche/commerciali e poi come vice capo diplomatico dell'Ambasciata a Brasilia, ha mostrato di aver capito e accettato l'andazzo senza fiatare e di capirne molto: la sede diplomatica dell'Avenida Paulista non sarebbe stato quel posto dove poter godere comodamente degli onori della prestigiosa carica, ma quel luogo dove si ha la pesante responsabilità di dover ogni giorno, nonostante si indossi il doppiopetto, rimboccarsi le maniche e lavorare, correre, lavorare e correre!

Ma per quello che personalmente ho visto, questo non fa paura a Filippo La Rosa, tanto che già prima di questa intervista l'ho incontrato per ben tre volte, sempre intento a partecipare e far si che la macchina Italia si muova nella più popolata città italiana del Mondo.

Il Console Generale a San Paolo deve innanzi tutto poter compiere un miracolo: essere anche in tre eventi diversi in cui lui non può mancare, ma che avvengono allo stesso momento in città o all'interno, postare il tutto su Twitter e poi essere sempre sorridente, ma come fa? Appunto correndo! E siccome il Console Generale d'Italia non ha in dotazione l'elicottero, deve saper "calcolare" il momento di entrata e uscita, rientrata e riuscita, e così via senza fermarsi per cinque e sei sere di seguito a settimana. E ovviamente apparire, ad ogni evento in cui è atteso, concentrato e calmo, battendo il traffico di San Paolo e ripetendo il miracolo dell'ubiquità per l'ennesima sera.

Quando io Djávlon lo incontrai a Brasilia nel 2000 poi nel 2013 non ebbi l'ardire di un'intervista, anche perché io ero più politico che giornalista e poi volevo capire chi era. Abbiamo sempre avuto un'ottimo rapporto e adesso che come Console Generale della città sede del nostro sito, l'avrei voluta subito, ho dovuto fare salotto per farmi concedere questa intervista. Certo che dopo aver visto le corse che sta facendo, ho deciso di aspettarlo ed eccoci finalmente qua.

Ricordo agli italiani che seguiranno questa intervista che in Brasile si da del Tu agli amici e alle persone che stimi quindi non datemi dello scostumato, ma io sono un gesuita in questi casi, quindi seguo le regole brasiliane.

Dopo due mesi, pur conoscendo bene il Brasile, il tuo lavoro è come te lo aspettavi oppure no?

Arrivando da Brasília avevo un po' di conoscenza di quello che sarebbe stato il mondo di San Paolo, che è una città frenetica è una grande megalopoli, parzialmente simile a quello che mi aspettavo. Con 225.000 italiani, tanti servizi, 170.000 richieste di cittadinanza, uno dei maggiori Consolati Italiani al mondo con grande responsabilità con una macchina che funziona bene e il coordinamento dei pilastri del sistema Italia, Ice, iic, scuola, bello e impegnativo.

Ti sei accorto che qui a San Paolo non c'è una sola comunità italiana, ma ce ne sono tante, per anno di emigrazione, per localizzazione e principalmente per interessi sociali o tematici?

Si lo sento e la risposta sta nella domanda, una di quattro generazioni fa staccata è molto romantica, una che ha patito la guerra è una un po' più giovane, ma quello che mi piace vedere sono i simboli di questo passaggio, negli edifici, nei palazzi storici, nel Masp di Lina Bombardi e la nuova presenza quella forse più recente della tua (ndr Djávlon) che vedo fiorire sono le insegne di bacio di latte.

Ho ricevuto anni fa un premio al Columbus Day dalle mani del Pilota Mario Andretti, e ho visto e conosciuto le grandi associazioni italo-americane, come la NIAF, la Columbus Citizen Fondation, i Sons of Italy, UNICO ecc.., tanto forti che cenano una volta all'anno con il Presidente degli Stati Uniti d'America e quando quello italiano va in visita negli USA cita l'associazione italiana prima di salutare il Presidente Americano, perché gli italiani del Brasile non riescono ad unirsi sotto un nome forte, siamo tanti, sparsi e deboli, noi stiamo cercando di farlo con l'internet, ma convincere i giovani è difficile e quando siamo vicini ad un embrione, viene il politico italiano di turno, a fare bugiarde promesse, regalare un biglietto e distruggere tutto, cosa pensi si debba fare e quanto Filippo La Rosa può aiutare in questa crociata?

La forte integrazione rende difficile l'associazionismo, comunque vogliamo sempre dare forza a nuovi gruppi ed entità, forse sarà difficile dare marchi come negli USA, anche se continuiamo a dare agli Italo brasiliani un volano per aiutare le nostre imprese ed a formare nuove aggregazioni.

Prima delle penultime elezioni avevamo, noi del sito e altre sigle italiane, politiche e non, il progetto dell'Ospedale Italiano, noi avevamo e abbiamo il progetto, chi lo costruirebbe, chi lo gestirebbe, manca un'accordo con l'Italia, e il terreno, purtroppo i nostri politici eletti ci hanno ingannato facendoci credere che avevano il terreno (Vedi il Deputato dei due Mondi Longo), ti posso scroccare una risposta del tipo ci proverò a patrocinare un'incontro tra noi e Roma? Che siano 10 letti per gli italiani e un'ambulatorio geriatrico e ortopedico, già sarebbe un successo immenso per tutti noi.

Guarda, è un tema su cui non ho ancora messo gli occhi, non ho chiare le idee.

C'è gente come Longo che si è eletto così con bugie sull'ospedale, che non è mai nato.

Cercherò di capire è una cosa che non capisco ancora.

Il sindaco di New York, Bill De Blasio (caro amico), è italo-americano e anche il governatore Andrew Cuomo, Mike Pompeo e Rudolph Giuliani a capo di Cia e Segretario del Presidente Trump, e questo facilita le cose notevolmente la. Qui abbiamo decine di Deputati, Sindaci, Senatori e un Presidente italiano. Noi ci arrangiamo, nel sito ad esempio ho due consiglieri Deputati Federali e Statali, esiste un comitato di amicizia Brasile-Italia, che però nel caso Battisti non ha ben funzionato, ma quando potremo contare sulle istituzioni Italiane per unire tutti loro con le nostre comunità e tutte le imprese e non solo le gradi?

Lavorando allAmbasciata ho già fatto incontri con tutte le sigle come lAssociazione dei Parlamentari di origine italiana, ma non è facile unirli sotto lo stesso progetto. Stiamo cercando di aiutare la piccola grande impresa, l'attività di coagulare interessi italiani e brasiliani, che abbiano a cuore questo legame con l'Italia, è il mio lavoro e in questo sono e sarò impegnato quotidianamente.

E nella tua domanda è insita un'altra cosa importante è un'attività che non facciamo solo per i gruppi grandi ma anche per i gruppi medi e piccoli, che poi è la spina dorsale dell'economia italiana, e che necessita di indirizzi.

L'altro tipo di comunità, i cittadini italiani di più recente immigrazione. Che sono tanti, arrivati a San Paolo negli ultimi anni. Alcuni non si sono mai avvicinati al consolato..., come pure molti imprenditori italo-brasiliani che sembra abbiano addirittura paura del Consolato, come possiamo recuperare queste risorse e in che modo affronterai la terribile patata da pelare delle file e problemi della cittadinanza?

Sulla cittadinanza, come dicevo prima abbiamo 225.000 italiani iscritti al Consolato Italiano di San Paolo, molte file lunghe, importante è che la cittadinanza non sia percepita, come un passaportificio, non come uno strumento per dire ho un documento per girare il mondo, ma la cittadinanza è un nesso profondo di legame tra lo stato ed un cittadino, noi siamo impegnati e cerchiamo di fare il possibile.

Esistono regole e norme, le cittadinanze sono seguite, ma abbiamo 10 o 20 milioni di persone che vogliono cose che sono difficili da fare ed eseguire, ma ci mettiamo tutto l'impegno possibile.

Adesso basta domande cattive avremo tempo. Il Console Generale d'Italia a San Paolo ha anche la funzione di rappresentare l'Italia. Filippo La Rosa percepisce quanta ammirazione c'è per l'Italia a San Paolo? Tutta questa ammirazione, specialmente dei più ricchi ha però portato alcuni consoli a perdersi sulla strada e io so che tu normalmente non ti perdi, ma cosa possiamo fare per mantenere il dialogo Consolato e NOI Comunità, non parlo del Comitês o Associazioni poco rappresentative, parlo di quelli che realmente fanno tutti i giorni l'immagine italiana in Brasile, investendo tempo e soldi, solidarietà e passione, ma che poi trovano molte porte chiuse nelle istituzioni?

Io rispondo per me, siamo votati a dare attenzione al mondo imprenditoriale e universitario, ho fatto già molte riunioni per la diffusione della lingua italiana e credo molto al terzo settore con attenzione alle ong, bisogna insomma far sentire la vicinanza delle istituzioni, a tutti per chi fa attività affascinanti e per quelli che in silenzio svolgono attività altrettanto importanti.

Sono, come si vede un tuo fan, lo faccio spesso su twitter rinviando le cose che Filippo La Rosa e l'Ambasciatore Bernardini e alcuni altri consoli, si dedicano a inserire. Informazioni alle quali, devo essere sincero, alcune volte attingo anch'io per alcuni articoli. Come si può fare per far crescere tutto questo? Scambiarci i follower e creare una rete? O cosa ne pensi?

Importante è come si dice in Brasile "Fazer um mutirāo" (fare mucchio), se tu mi segui su Twitter sai che divulgo attività di colleghi che non sono a San Paolo. Internet è importante è lo stesso ministero ci spinge, dedichiamo tempo sottratto o sommato ad altre attività.

Domande veloci:

Il tuo peggior pregio?

Volare alto.

Il tuo miglior difetto?

Avere qualche chilo in meno, mi piace la buona cucina.

Piatto preferito salato?

Tortellini

E il tuo vino Preferito?

A me piacciono moltissimo i rossi dell'Etna e i bianchi Friulani.

Caro Filippo io sono una mistura di Romagnolo con Siciliano, adolescente in Calabria, ho studiato come vivere in Italia tra Firenze, Roma e Milano e chiaramente Emilia Romagna e molto molto sud, amo tutto il resto d'Italia che ho visitato e pubblicizzato in tutti i luoghi dove sono stato, la nostra Italia è un bene che ho difeso con la vita in Libano e difendo sempre con unghie e denti, anche a costo di farmi nemici potenti, ma sino ad ora ho saputo fare anche tantissimi amici che la pensano come me, spero di poterti aiutare in questo compito difficile, quello di rappresentare il nostro paese tu come Governo a San Paolo, NOI come Comunità, puoi contare sul Sito Italia www.italia.org.br , siamo a disposizione, ti sei già fatto conoscere da tanti, e per questo la stima reciproca, so che stai lavorando per tutti, e quindi ti auguro buon lavoro.

Grazie e Obrigado